La campagna asolana prima del Mille: nuovi dati archeologici

09/07/2020

COMUNICATO STAMPA

ASOLA. Le campagne asolane tornano a parlare di storia. Negli ultimi giorni le operazioni di scavo per l'estrazione di ghiaia in un campo sito nel comune di Asola hanno portato in luce tracce archeologiche perlopiù riconducibili ad una frequentazione dell'area di età altomedievale (VI-XI secolo d.C.).

La pronta segnalazione del ritrovamento da parte del gruppo archeologico Klousios ha consentito ai funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova di intervenire tempestivamente sul posto, garantendo la salvaguardia del sito. Le indagini archeologiche sono state affidate all'archeologo libero professionista Alex Verdi che, in questa prima fase di individuazione, documentazione e messa in sicurezza dei ritrovamenti, ha ricevuto un prezioso supporto logistico da parte dei volontari del gruppo Klousios stesso, attivo e vigile sul territorio.

Allo stato attuale delle indagini, ancora in corso, sono presenti evidenze rapportabili per la maggior parte all'esistenza di edifici in legno. Si tratta di tracce di forma circolare o allungata, riconoscibili per il colore diverso che le caratterizza rispetto al terreno ghiaioso circostante e interpretabili come l'impronta lasciata da pali o travi di sostegno. Sono stati individuati anche i resti di un pozzo, già scavato e documentato, di cui si conservava l'ultimo tratto realizzato in laterizi di reimpiego. Sul fondo è stato rinvenuto un frammento ligneo, preservatosi grazie all'ambiente umido, parte di una intelaiatura che doveva conferire maggiore stabilità alla struttura.

Lo scarso materiale emerso finora sembra essere legato alla vita quotidiana dell'insediamento. Purtroppo, come in molti casi simili, l'assenza di livelli stratigrafici legati all'uso delle strutture non ha permesso di recuperare grandi quantità di reperti. Tuttavia, grazie ad alcuni frammenti di pietra ollare, gli archeologi sono stati in grado di inquadrare cronologicamente l'insediamento in un periodo precedente l’anno Mille.

Si tratta dunque di un sito i cui rinvenimenti, sebbene non preziosi, sono di eccezionale interesse scientifico, dal momento che sono ancora pochi gli abitati della prima età medievale scavati nella loro interezza. Il periodo altomedievale è inoltre scarsamente conosciuto e indagato non solo nell'asolano, ma anche in tutto l'alto mantovano, pertanto lo scavo e lo studio di questo contesto contribuirà certamente a colmare una lacuna nella storia del territorio.

Gli scavi archeologici stanno interessando in questa fase solo una parte del sedime agricolo interessato dalle attività preliminari alla cava di ghiaia. Alcune trincee esplorative hanno però confermato che l'abitato si estende su tutta l'ampiezza del campo. Risulta quindi ora di fondamentale importanza cercare di ampliare le indagini per avere un quadro completo dello sviluppo dell'insediamento.

A questo scopo, vista la rilevanza scientifica della scoperta, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova si farà carico delle spese di scavo delle evidenze già emerse e, in sinergia con l'amministrazione comunale di Asola, sta valutando la possibilità di coinvolgere, nel prosieguo delle indagini, rigorosi partner scientifici e università, che troverebbero nel cantiere di scavo anche una possibilità formativa per i propri studenti.